IN SARDEGNA IL BATTESIMO DELLE 38 ORE SETTIMANALI

IN SARDEGNA IL BATTESIMO DELLE 38 ORE SETTIMANALI 

Importante successo sindacale . 
Domenico Salvago,presidente regionale
Determinazione dello Snami , fondamentale è stata la sintonia
con gli altri sindacati e un 
assessore lungimirante


Roma 3 Dicembre 2013-Concluso di recente un iter iniziato ad Aprile : i Medici di Continuità Assistenziale della Sardegna avranno finalmente le 38 ore settimanali.Domenico Salvago,presidente regionale di Snami Sardegna < Un traguardo raggiunto attraverso un lavoro di equipe con gli altri sindacati firmatari dell’AIR con cui da tempo abbiamo privilegiato l’interesse comune per il rinnovamento della professione rispetto alle naturali differenze che ci distinguono.Fondamentale è stata l’attenzione della parte politica, del capo di gabinetto dell’assessore Tonino Dessì,medico di famiglia ,e dell’assessore alla Sanità,Simona De Francisci, particolarmente attenta al rinnovamento dell’assistenza sanitaria nel territorio. >Angelo Testa,presidente nazionale dello Snami < L’impegno del nostro sindacato per la continuità assistenziale è volto ad ottenere in tutta Italia l’importante traguardo raggiunto in Sardegna e all’integrazione dei Colleghi dell’ex Guardia Medica con la Assistenza Primaria. .><Ci sarà un futuro di lavoro in comune> dice GianCarmelo La Manna,responsabile nazionale Snami della continuità assitenziale <Non un garzone di bottega della M.G. ma un pari che lavorerà a stretto contatto con il medico di famiglia,come abbiamo ribadito al congresso nazionale di Salerno.Penso a compiti diurni in un nuovo contesto in cui opereremo come filtro tra cittadino e strutture territoriali di primo e secondo livello,e ad attività come screening,vaccinazioni,medicina fiscale,medicina scolastica e altre attività sanitarie che , pur mantenendo ciascun operatore le sue funzioni,potranno integrare l'attività dell' assistenza primaria >.Conclude Angelo Testa < L'integrazione tra le varie figure mediche che operano nel territorio è fondamentale e propedeutica ai progetti per ridisegnare una sanità non più ospedalocentrica, ma che coinvolga il territorio in modo opportuno rispettando la dignità professionale di chi vi opera .Non un sistema dove « tutti fanno tutto » ma dove le varie figure mediche hanno un proprio ruolo distinto pur lavorando in equipe in un sistema sanitario nazionale che privilegia la continuità dell’assitenza 24 ore su 24 senza «perdere per strada» un terzo di queste ore, come si vorrebbe fare da qualche parte.

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